Ai Anelli Fnomceo | Algoritmi non possono capire il disagio del paziente
Gli algoritmi possono identificare sintomi e aiutare nella diagnosi, ma non sono in grado di comprendere il disagio emotivo del paziente o le cause profonde della malattia. A sostenerlo è un rappresentante di un ordine professionale medico, che sottolinea i limiti della tecnologia nel contesto sanitario. La questione riguarda la capacità delle intelligenze artificiali di interpretare aspetti umani e psicologici che vanno oltre i dati clinici.
Roma, 10 set. (Adnkronos Salute) - "Gli algoritmi possono esprimere con precisione l'assemblaggio dei sintomi e possono anche rivelare una diagnosi, ma non potranno mai capire il disagio di una persona e da dove la malattia nasce. Questa relazione straordinaria tra medico e cittadino, che si chiama fiducia, non può esserci con una macchina". Così Filippo Anelli, presidente di Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), intervenendo oggi a Roma alla presentazione del volume 'Etica e atto medico. Riflessioni e proposte', a cura di Francesca Gambetti, e del parallelo 'Documento Atto medico' promosso dalla Commissione interna dell'Omceo (Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri) capitolino. 🔗 Leggi su Iltempo.it

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