Gli interessi dei Ranucci nel mercato ittico romano e le società aperte e chiuse
Per circa tredici anni, un giornalista ha gestito un’attività di commercio all’ingrosso di pesce a Roma. Dal 2004 al 2017, mentre collaborava a un programma televisivo di inchiesta, è stato presidente e socio di una società specializzata in import-export e vendita di prodotti ittici freschi, congelati e surgelati. La società ha operato come entità aperta e chiusa nel settore ittico locale.
Per circa tredici anni Sigfrido Ranucci ha commerciato pesce all'ingrosso a Roma. Dal 2004 al 2017, quando già lavorava a Report come coautore, è stato infatti presidente e socio della Delimed, società nata per occuparsi di import-export e commercializzazione di "prodotti ittici sia freschi che congelati o surgelati". Ranucci, in particolare, possedeva il 30 per cento delle quote, la moglie Marina Maggiorelli il 10, il fratello Massimiliano il 30 e il restante 30 per cento era di un collega Rai, Arcangelo Ferri. "Tutto lecito, per quanto risulta, ma certamente molto singolare", sottolinea Aldo Torchiaro, giornalista del Riformista e autore nel 2022 della foto, poi ripresa da tutti i media, che ritraeva Ranucci e Valter Lavitola seduti da Cefalù, il ristorante di pesce di quest'ultimo nel quartiere di Monteverde a Roma. 🔗 Leggi su Iltempo.it

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