Caso Fakir la rabbia della sorella per il ritorno in servizio degli agenti | Hanno saputo solo ammazzarlo
A un mese dalla morte di Abderrahim Fakir durante un fermo a Bologna, la famiglia ha lasciato l’Italia per tornare in Marocco. Fakir, 42 anni, è deceduto durante l’intervento delle forze dell’ordine. Nel frattempo, gli agenti coinvolti sono ripresi il servizio, suscitando la rabbia della sorella del defunto, che ha commentato che “hanno saputo solo ammazzarlo”.
È trascorso un mese dalla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto a Bologna durante un fermo della polizia. La sua famiglia è tornata in Marocco, per commemarlo, mentre gli agenti presenti quel giorno sono già tornati in servizio. “Loro sono al lavoro ma Abderrahim non c’è più” commenta la sorella Khadija, che continua a cercare giustizia per il fratello. Gli agenti tornano in servizio Lo scorso 11 agosto i due poliziotti che fermarono Abderrahim Fakir quella tragica mattina del 19 luglio sono tornati in servizio. Continuano a lavorare al Commissariato Bolognina-Pontevecchio, con mansioni d’ufficio e non in strada. Manifestanti a Genova chiedono giustizia per Fakir “Sono rimasti nella loro funzione, nel loro gruppo di appartenenza” ha spiegato il loro avvocato Gabriele Bordoni. 🔗 Leggi su Virgilio.it

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