Prima le proteste poi il consenso | la lezione delle città che hanno cambiato mobilità
Le città che hanno modificato le politiche di mobilità hanno visto passaggi da proteste a consenso. Un intervento ha coinvolto una discussione sulla sicurezza stradale e il numero di vittime accettate annualmente. Gli studenti hanno risposto che nessun morto dovrebbe essere tollerato, sottolineando l'importanza di politiche di sicurezza più rigorose. La discussione si è concentrata sulla necessità di ridurre incidenti e vittime tra i più giovani.
“Quanti morti siamo disposti ad accettare ogni anno sulle nostre strade? Quanti bambini o ragazzi riteniamo ‘sacrificabili’?”. Gli studenti rispondono: “Zero”. È l’esordio efficacissimo di una lezione di Matteo Dondé, architetto e urbanista specializzato in mobilità, pianificazione degli spazi pubblici e moderazione del traffico, riportato nel libro di Elena Granata “La città è di tutti”. I ragazzi sono forse ancora più consapevoli degli adulti che dietro i numeri degli incidenti stradali – la prima causa di morte per bambini e giovani dai 5 ai 29 anni – non ci sono statistiche astratte, ma persone, famiglie, vite spezzate. In Italia, nel 2025, secondo i dati Istat pubblicati in questi giorni, si sono registrate 2. 🔗 Leggi su Bergamonews.it
Residents of Tehran struggle to deal with the strikes in city that has been heavily targeted
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