Crepet sul finto attentato al cronista Adriano Cappellari | Da quando ci sono i social siamo tutti un po’ mitomani Una fetta di responsabilità è dei genitori
Paolo Crepet commenta il caso di un finto attentato a un cronista, affermando che da quando ci sono i social tutti tendono a mitomania. Secondo lo psichiatra, una parte di responsabilità è dei genitori. Crepet aggiunge che il fenomeno non sorprende e che non rappresenta nulla di nuovo.
«Nulla di nuovo. Il fenomeno non mi stupisce per niente». È lapidario Paolo Crepet, psichiatra, sociologo, saggista, scrittore, sul caso di Adriano Cappellari e il finto attentato. Ma anche sui molti altri fenomeni di mitomania o ricerca di facile notorietà . «Siamo tutti e tutte mitomani, da quando esistono i social», sintetizza il professor Crepet, di cui da poco è uscito il nuovo saggio Riprendersi l’anima (HarperCollins), in cui approfondisce la complessità del mondo contemporaneo, dalla tecnologia e l’AI «sempre più disumanizzanti», ai conflitti globali, all’isolamento sociale. Professor Crepet, mettere in scena un finto attentato contro sé stessi è una richiesta di attenzione?«Tutti cercano strade facili. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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