Mansioni superiori ripetute? Non sempre la promozione è automatica | la Cassazione
La Cassazione ha chiarito che svolgere mansioni di un collega in un livello superiore per un certo periodo non garantisce automaticamente una promozione definitiva. La semplice attività temporanea non è sufficiente per considerare un avanzamento di carriera. La decisione si basa su criteri specifici e non si presume un passaggio di ruolo senza un atto formale. La sentenza sottolinea che le mansioni superiori svolte in modo continuativo non determinano automaticamente l’assegnazione di un livello superiore.
Svolgere per un certo periodo le mansioni di un collega inquadrato in un livello superiore non significa ottenere — in automatico — una promozione definitiva. Perché ciò accada devono ricorrere precisi presupposti previsti dalla legge e, spesso, anche dalla contrattazione collettiva. Lo spiega la Cassazione con la sentenza 237182026, indicando quali prove spettano al lavoratore quando sostiene di essere stato impropriamente impiegato in mansioni superiori, per esigenze organizzative aziendali. La decisione è utile in generale perché fa luce su uno dei temi più delicati del diritto del lavoro: il rapporto tra assegnazione temporanea a mansioni superiori, promozione automatica e ripartizione dell’onere della prova. 🔗 Leggi su Quifinanza.it

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