Il sorriso magnetico | perché sul lavoro conta più di un curriculum
Clara aveva un curriculum impeccabile, con progetti riusciti e risultati superiori alla media. Aveva anni di esperienza in più rispetto ai colleghi e si pensava che sarebbe stata promossa. Tuttavia, la decisione finale non si basò solo sui risultati professionali, ma anche sull’impressione personale che aveva lasciato in ufficio. La sua capacità di comunicare e il modo in cui si relazionava con gli altri sono stati fattori presi in considerazione nel processo di scelta.
Clara aveva tutte le carte in regola. Progetti guidati con successo, risultati sopra le attese, anni di esperienza in più dei colleghi. Quando in ufficio si sparse la voce di una promozione, nessuno dubitava che il ruolo sarebbe stato suo. E invece andò a Luigi: bravo, certo, ma con meno esperienza. Luigi però aveva qualcosa che a Clara mancava — una risata contagiosa e un sorriso che metteva tutti a proprio agio. È una storia vera, tra le molte raccolte dal dottor Michele Inzaghi nel suo libro Il Sorriso Magnetico (Bruno Editore), e racconta meglio di qualsiasi statistica una verità che tendiamo a sottovalutare: sul lavoro, il modo in cui sorridiamo pesa quanto ciò che sappiamo fare. 🔗 Leggi su Panorama.it

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