Fakir morto a Bologna il dolore dei volontari della Croce Rossa davanti ai pm | Fatto di tutto per salvarlo
I soccorritori del 118 coinvolti nel caso di un uomo di 42 anni deceduto a Bologna hanno dichiarato di aver fatto tutto il possibile per salvarlo. La loro posizione è sotto indagine, come i poliziotti intervenuti sulla scena, con l’accusa di omicidio colposo. I volontari della Croce Rossa hanno espresso dolore per la morte dell’uomo, che si è verificata durante un intervento di emergenza.
I soccorritori del 118 che sono intervenuti nel caso di Fakir hanno espresso il loro dolore per la morte del 42enne. Il loro avvocato ha spiegato la loro posizione, sotto indagine attraverso il modulo del cosiddetto scudo penale, come i poliziotti intervenuti sulla scena, con l’accusa di omicidio colposo. Secondo il legale, però, non è stato possibile intervenire in sicurezza, per un gruppo di sanitari che non erano né medici né infermieri, ma volontari. Le parole dell'avvocato dei volontari del 118 Perché i soccorritori non sono intervenuti prima I soccorritori erano volontari, non medici né infermieri Le parole dell’avvocato dei... 🔗 Leggi su Virgilio.it
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Morte di Fakir, Croce Rossa: “Era ancora vivo quando sono intervenuti i volontari”. L’avvocato: “Macchie marroni in faccia”Secondo la Croce Rossa, i volontari hanno constatato che il soggetto era ancora vivo quando sono intervenuti, anche se in condizioni gravi.
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Fakir, il presidente della Croce Rossa di Bologna: Non potevamo intervenireMarco Gamberini, presidente della Croce Rossa di Bologna, risponde alle critiche e alle offese nei confronti degli operatori e chiarisce: Dieci secondi di un filmato vengono interpretati descrivendo ... msn.com
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