Fibrillazione atriale gli anticoagulanti non riducono il rischio di declino cognitivo
Uno studio condotto dall’Istituto di neuroscienze del Cnr, in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi e l’Università di Firenze, ha analizzato il rischio di declino cognitivo nei pazienti anziani con fibrillazione atriale in terapia anticoagulante. I risultati mostrano che gli anticoagulanti non riducono l’incidenza di deterioramento cognitivo in questa popolazione. La ricerca ha colmato una lacuna nello studio del rapporto tra fibrillazione atriale, terapia e declino cognitivo.
Qual è l’incidenza del declino cognitivo nei pazienti anziani con fibrillazione atriale in terapia anticoagulante? Lo studio condotto dall’Istituto di neuroscienze del Cnr, insieme all’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi e all’Università di Firenze, ha fornito una risposta a questo quesito, colmando una vera e propria lacuna. La ricerca – pubblicata su EP Europace – indica che la sola terapia anticoagulante potrebbe non essere sufficiente a ridurre il rischio di declino cognitivo, suggerendo che alla prevenzione del rischio tromboembolico debbano affiancarsi il controllo dei fattori di rischio vascolare e uno screening cognitivo sistematico. 🔗 Leggi su Lapresse.it

Atrial Fibrillation Explained (AFib): Symptoms, Stroke Risk & Treatment
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