Dividere l’Europa per frenare la stretta sui dazi La strategia industriale di Pechino
L’Europa si divide sulla strategia di Pechino per frenare la stretta sui dazi. In assemblea, alcuni paesi si sono opposti, mettendo a rischio le decisioni comuni. Un voto contrario ha impedito di approvare misure condivise contro le politiche commerciali cinesi. La frammentazione tra gli Stati membri rende difficile adottare posizioni unificate. La questione evidenzia le tensioni tra le diverse economie europee e le loro scelte strategiche nel contesto globale.
C’è sempre qualcuno pronto a mollare, perché più debole, più vulnerabile. Succede anche nell’Europa dalle 27 voci, quasi mai tutte d’accordo e dove un voto contrario è sufficiente a far saltare il banco. Lo si è visto, fin troppe volte, con l’Ungheria di Viktor Orban, amica della Cina, amica della Russia e sempre pronta a mettere i bastoni tra le ruote della Commissione europea. Ed è proprio questa l’arma in più del Dragone che non ha nessuna intenzione di allentare la presa sull’Europa e le sue imprese. Come a dire, se si vuole colpire al cuore del Vecchio continente bisogna approfittare di quei Paesi che della Cina non possono fare a meno. Non ancora, almeno. 🔗 Leggi su Formiche.net

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