Diciassette quasi-incontri con la morte | il memoir di Maggie O’Farrell che celebra la vita

Notizia in breve

Una donna ha vissuto diciassette episodi in cui ha rischiato di perdere la vita, come racconta nel suo memoir. La narrazione descrive momenti di emergenza e sopravvivenza, senza entrare nel dettaglio delle cause o delle circostanze di ciascun episodio. La storia si concentra sulle esperienze vissute e sulla celebrazione della vita che ne deriva. Nel frattempo, un nuovo appuntamento di un programma culturale presenta un episodio dedicato alle parole e alle immagini, interpretato da un’attrice in collaborazione con un collettivo di artiste.

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Nuova puntata di Parliamone. Parole, immagini e altri incantesimi, nella versione incantata dale ragazze del collettivo Strega in Biblioteca, nella interpretazione di Valeria Spertini. Qui Luisa Canzoneri legge Io sono, io sono, io sono di Maggie O’Farrell (2017; traduzione di Stefania De Franco, Guanda, 2018). Ascolta la recensione. Una formula rituale, una dichiarazione di intenti, un’insistenza che si fa provocazione: lo sono, io sono, io sono. Lo immagino detto con voce ferma, inflessibile, ogni virgola un pugno secco sul tavolo; ma anche sussurrato, un sospiro impaurito che a malapena fa vibrare l’aria quando lascia le labbra. L’interlocutore, invece che tu che leggi, potrebbe essere lei, la Morte, o lei, Maggie O’Farrell, che si guarda allo specchio per convincere se stessa che esiste. 🔗 Leggi su Bergamonews.it

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