Altro che infiltrati i no Tav rivendicano la guerriglia dietro gli antagonisti c’è Askatasuna

Notizia in breve

I no Tav rivendicano direttamente la guerriglia durante le proteste, con gli attivisti che attribuiscono la responsabilità agli antagonisti. Secondo loro, dietro gli scontri ci sono membri di Askatasuna, e non infiltrati o provocatori. Gli attivisti sottolineano la loro posizione senza tentare di giustificare la violenza, a differenza di alcuni rappresentanti della sinistra istituzionale, che condannano gli scontri senza esporsi apertamente. Le tensioni tra le parti continuano a farsi sentire nel contesto delle proteste.

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Gli antagonisti hanno un solo pregio, se così si può definire: quello della chiarezza. A differenza dei loro quasi amici della sinistra istituzionale, gli attivisti non si nascondono dietro la pelosa condanna della violenza. Anzi, rilanciano e promettono altre battaglie e, dunque, altri scontri. «Questa lotta è ancora giovane e vogliamo opporci a questa opera che ci toglie spazi risorse», hanno dichiarato alcuni attivisti ieri durante il surreale punto stampa indetto a Venaus, uno dei paesi in cui i No Tav sono più radicati. «Si è parlato di violenza, ma la violenza è quella che noi da trent’anni subiamo con la militarizzazione che anche oggi viene riproposta con i blocchi di questa mattina per uscire da Venaus». 🔗 Leggi su Panorama.it

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