Il sindaco di Bologna Lepore | Non ho chiesto io la scorta è un obbligo Le istituzioni si uniscano per stemperare la tensione Vicino agli agenti in Val di Susa
Il sindaco di Bologna ha dichiarato di non aver richiesto la scorta, definendola un obbligo istituzionale, e ha chiesto alle istituzioni di lavorare insieme per ridurre la tensione. Ha anche espresso solidarietà agli agenti coinvolti in un'operazione in Val di Susa. Riguardo a un episodio avvenuto il 2 agosto, ha precisato di non aver coinvolto il caso di un uomo deceduto durante un intervento di polizia al Pilastro, ma ha ricordato che la città ha l'abitudine di partecipare a momenti di dolore collettivo.
«Io non ho chiamato in causa il 2 Agosto quando ho chiamato i bolognesi in piazza per Fakir.(l'uomo deceduto durante un intervento della polizia al Pilastro) Ma penso che Bologna, ogni qualvolta si trovi ferita di fronte a una tragedia, è abituata a partecipare». Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, nella sua prima uscita pubblica con la scorta assegnatagli dalla Prefettura sabato, ha risposto così alle critiche che gli sono state mosse nell’ultima settimana a margine della presentazione delle iniziative di commemorazione del 2 Agosto 1980. «La partecipazione - dice - è la cosa più importante che abbiamo, il nostro bene più prezioso: una partecipazione democratica, non violenta, una partecipazione che ha sempre visto la città unita stare accanto alle vittime e chiedere verità e giustizia. 🔗 Leggi su Corrieredibologna.corriere.it
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