Durante il carcere ho lavorato sullo spirito Don Marco veniva a trovarmi non sapeva niente di rap Io stavo già andando verso il buddismo | così Massimo Pericolo
Massimo Pericolo, nome d’arte di Alessandro Vannetti, ha raccontato di aver lavorato sullo spirito durante il periodo in carcere. Ha detto che riceveva visite da un sacerdote, che non sapeva nulla di un suo precedente coinvolgimento in rap. Ha anche aggiunto di essere già indirizzato verso il buddismo. Ha 33 anni e ha vissuto a Catania con la madre prima di trasferirsi a Brebbia, nel varesotto, a 17 anni.
Massimo Pericolo, all’anagrafe Alessandro Vannetti, ha 33 anni ed è uno degli esponenti del rap italiano più apprezzati. Ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Catania insieme alla madre, prima di fare ritorno nel varesotto e trasferirsi a Brebbia all’età di diciassette anni. Si avvicina al rap a dieci anni, dopo aver ascoltato Eminem, folgorato in particolare dal film “8 Mile”. Negli anni successivi scopre la scena rap italiana e comincia a scrivere i primi testi. In quel periodo conosce Kaso, storico rapper che segue progetti educativi e di formazione musicale per i ragazzi della zona, grazie al quale registra i suoi primissimi pezzi. Durante l’adolescenza realizza inoltre, insieme ad alcuni amici, una demo di sette brani che però non verrà mai pubblicata. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

Un falso tonto era un Maestro Taoísta:derrota criminales y gana el corazón de una policía.
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