Piemonte da scoprire tra cupole e borghi sulle tracce verticali del grande Antonelli
Nel XIX secolo, il Piemonte intraprese una sfida architettonica verso il cielo, utilizzando mattoni invece di metallo. La figura centrale di questa impresa è un architetto che progettò strutture imponenti, come cupole e torri, ancora visibili nel territorio. La sua opera si distingue per l’uso innovativo di tecniche costruttive e per la presenza di edifici che si ergono tra borghi e paesaggi. Questi siti rappresentano un esempio di architettura storica e di un approccio creativo all’edilizia.
Nell’Ottocento il Piemonte sfidò il cielo. Non lo fece con il ferro e l’acciaio della Tour Eiffel, ma con i mattoni. L’anima di questa titanica impresa appartiene a un solo uomo: Alessandro Antonelli. Visionario, ostinato, fuori scala, a tratti utopico, questo genio dell’architettura non scese mai a compromessi. Oggi quel sogno verticale si trasforma in un viaggio che unisce territori e comunità grazie alla «Rete Antonelliana. Cultura che unisce», progetto promosso dalla Regione Piemonte e realizzato da Abbonamento Musei, in collaborazione con le fondazioni TRG e Piemonte dal Vivo. L’obiettivo, come spiega Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione, è «Trasformare un patrimonio diffuso in un sistema culturale capace di unire territori attraverso un’identità comune». 🔗 Leggi su Laverita.info
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