Abbiamo trasformato lo smartworking in un privilegio da ostentare
Questa settimana, un lavoratore ha commentato come lo smartworking sia diventato un privilegio da mostrare. In Italia, circa tre milioni e mezzo di persone lavorano in modalità agile, secondo dati recenti. Tuttavia, questi numeri sono ancora lontani dalla media europea. La riflessione riguarda il modo in cui questa forma di lavoro viene percepita e vissuta nel paese, evidenziando una differenza rispetto ad altri stati europei.
Questa settimana mi concedo una riflessione personale. In Italia sono circa tre milioni e mezzo i lavoratori che operano in modalità agile: numeri di tutto rispetto, che tuttavia ci collocano ancora lontani dalla media europea. Soltanto il 4,4 per cento degli occupati lavora da remoto per almeno metà della settimana, contro il nove per cento registrato nel resto d’Europa. In questo quadro si aggiunge la crescente propensione delle multinazionali a richiamare in sede i colletti bianchi per cinque giorni su cinque. Il lavoro agile era nato, prima della pandemia, come una nuova modalità di organizzazione orientata agli obiettivi: non più il controllo della prestazione, ma il raggiungimento dei traguardi assegnati a ciascuno. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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