Paolo Fumagalli il postino del Parco di Monza | Quella volta che all' autodromo consegnai i telegrammi a Senna e Prost
Durante un incontro negli anni Ottanta all'autodromo di Monza, un postino in sella a uno scooter Piaggio si presentò davanti a un addetto alla sicurezza. Con una cassetta di ferro portapacchi, affermò di dover consegnare telegrammi a Ayrton Senna e Alain Prost. L'addetto gli chiese dove stesse andando, ma il postino replicò con tono deciso, minacciando di assumersi la responsabilità se non gli fosse stato permesso di entrare.
Dialogo con l’addetto alla sicurezza, Autodromo di Monza, fine anni Ottanta. «Lei dove crede di andare?». Il postino in sella al suo Sì Piaggio, con la cassetta di ferro portapacchi non fa una piega: «Ho due telegrammi da consegnare ai signori Ayrton Senna e Alain Prost, se non mi fa passare, si prende lei la responsabilità?». Perché il Parco e l’Autodromo, per Paolo Fumagalli, portalettere — oggi 61 anni, con più di 40 di servizio alle spalle — sono sempre stati casa sua, anche se i tempi cambiano, e oggi lavora con un moderno mezzo a tre ruote ecologico. «In effetti mi mancano giusto le chiavi di questo posto. Nei mesi del Covid, c’erano i carabinieri che aprivano e chiudevano il cancello dietro di me, e rimanevo solo io a fare le consegne. 🔗 Leggi su Milano.corriere.it
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