Se vai a casa di Guardiola non è che poi puoi accontentarti di Pirlo
Una campagna pubblicitaria del Corriere della Sera sulla Nazionale ha suscitato commenti critici, definendola poco italiana e poco democristiana. La campagna ha attirato l’attenzione per il suo stile e il messaggio, che alcuni giudicano distante dalla tradizione italiana. Non sono state fornite ulteriori spiegazioni o dettagli sul contenuto specifico della campagna. La discussione si concentra sulle caratteristiche e sull’impatto percepito di questa iniziativa.
Una campagna così poco italiana. A noi piace la campagna del Corriere della Sera sulla Nazionale. Una campagna così poco italiana. Così poco democristiana. Anche perchĂ© Maldini è un intoccabile. Loro Pirlo ct dell’Italia non lo vogliono ed è complesso dar loro torto. E quindi lo stanno scrivendo in tutte le salse. Prima con Fabrizio Roncone che sottolinea quanto l’idea somigli a uno scherzo, oltre a rimarcare quanto possa essere frutto dell’amichettismo che è l’architrave di questo Paese. L’altro giorno Paolo Condò ha scritto che l’Italia ha bisogno di Antonio Conte. E oggi il concetto lo ribadisce il capo dello sport Daniele Dallera che inizia il suo editorialino con una frase che è un programma di governo: “Se si va a casa di Pep Guardiola (come svelato da Sky Sport) non è che poi ci si possa accontentare di Andrea Pirlo”. 🔗 Leggi su Ilnapolista.it

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