Giuseppe Conte impietoso su Roggero | Ma quale legittima difesa fu una vendetta sui rapinatori
Giuseppe Conte ha commentato il caso Roggero, affermando che non si tratta di legittima difesa ma di una vendetta contro rapinatori. Durante un'intervista, ha sottolineato che l’azione non rientra in un contesto di autodifesa, ma rappresenta una rappresaglia. Le sue parole si concentrano sulla distinzione tra un intervento legittimo e una reazione impulsiva. La vicenda, al centro di discussioni pubbliche, riguarda un episodio di violenza legato a un tentativo di rapina.
«Nel caso Roggero non parliamo assolutamente di legittima difesa, parliamo di una rappresaglia, una vendetta al di fuori di qualsiasi contesto di legittima difesa ». È il giudizio tranchant consegnato a Sky da Giuseppe Conte sul caso del gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso nel 2021 due rapinatori. Nel pomeriggio, in un punto stampa a Montecitorio, il leader del Movimento 5 Stelle aveva accusato il governo di fare « propaganda sul caso Roggero per coprire i propri fallimenti sulla sicurezza». Un riferimento al caso della morte di Abderrahim Fakir, su cui invece, dice Conte, «bisogna andare fino in fondo», perché la morte del 43enne marocchino a Bologna è «accertata nel momento in cui era sotto il controllo delle forze dell’ordine, il personale sanitario attorno». 🔗 Leggi su Open.online
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Inseguì i rapinatori e li freddò in strada: ecco perché quella di Roggero non fu legittima difesaLa Cassazione ha confermato che il gioielliere di Grinzane Cavour, che inseguì e uccise i rapinatori in strada, non agì in legittima difesa.
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