Da Cartesio all’IA | uno studio su Nature cancella l’ultimo omino nel cervello
Uno studio pubblicato su Nature ha analizzato le teorie storiche sul funzionamento del cervello umano, evidenziando come in passato si pensasse all’esistenza di un “homunculus”, un piccolo essere che prendeva decisioni all’interno della mente. Questa idea, che implicava un infinito regress, è stata progressivamente abbandonata a favore di modelli più scientifici. La ricerca ripercorre le tappe dal pensiero cartesiano all’attuale comprensione delle reti neurali e dell’intelligenza artificiale.
Un tempo si credeva che dentro il cervello umano ci fosse un “homunculus”, un piccolo omino che prendeva le decisioni (sì, e chi prendeva le decisioni per l’omino? Un omino più piccolo, e così all’infinito?). Con la nascita delle neuroscienze si individuarono delle aree specifiche per alcune funzioni, per esempio quella di Broca, la più famosa, destinata all’elaborazione del linguaggio, e però in seguito anche questa divisione in aree ha cominciato a fare acqua tra i neuroni, perché si è visto che i neuroni non sono sempre così rigidamente specializzati, il cervello è una macchina più complessa. Dico “macchina” non a caso: Daniel Dennett descrisse il cervello come una macchina con processi distribuiti, e un ridimensionamento di ciò che ama tanto pensare la cultura popolare, la coscienza più o meno onnipresente. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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