L’Italia scelga la manifattura del futuro | largo all’impresa neo-industriale
Il rischio principale evidenziato è di dedicare risorse a conservare l’industria passata invece di investire in quella futura, che si sviluppa già in altri paesi. L’appello è a scegliere una nuova direzione manifatturiera, puntando su un’impresa neo-industriale. La preoccupazione riguarda la possibilità di perdere terreno nella corsa globale se si continua a sostenere un modello industriale obsoleto, invece di innovare e adattarsi alle nuove dinamiche.
IL RISCHIO più grande che corriamo non è restare indietro nella corsa. È spendere risorse ed energie per difendere l’industria che è stata, invece di costruire quella che sarà, e che altrove sta già nascendo. La differenza sembra sottile e non lo è: si può correre velocissimi nella direzione sbagliata. Per troppo tempo abbiamo trattato la nostra industria come un’eredità da proteggere, senza discuterne il modello di fondo. Ma la competizione si è spostata su un terreno nuovo, e chi non costruisce capacità neo-industriali finisce per dipendere da tecnologie, filiere e manifattura sviluppate altrove, come sta avvenendo per l’automotive. La trasformazione è già in atto. 🔗 Leggi su Quotidiano.net
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