Gaetano Marcolongo quando la caccia non era uno sport
All’inizio del Novecento, la caccia non era vista come uno sport o un’attività regolamentata. La percezione e le modalità di questa pratica erano molto diverse rispetto a oggi.
Oggi siamo abituati a considerare la caccia come un’attività regolamentata o una passione sportiva. Ma se torniamo indietro nel tempo, alle soglie del Novecento, l’immagine che ci troviamo davanti è molto diversa. È quella catturata nello scatto di Gaetano Marcolongo, immerso nelle acque delle paludi sipontine. Non è la posa di un nobile in cerca di svago, ma il ritratto di un uomo al lavoro.In quegli anni, per le famiglie delle zone paludose e rurali italiane, la caccia non era una scelta, ma una necessità vitale. In un'Italia segnata da una povertà diffusa, la selvaggina rappresentava spesso l'unica fonte di proteine accessibile.Gaetano, con il suo carico di uccelli selvatici a tracolla, incarna perfettamente la figura del "cacciatore di mercato". 🔗 Leggi su Ilsipontino.net

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