Basta slogan su Roggero! La grazia non è uno strumento del governo né corregge sentenze
Nel dibattito sulla possibile concessione della grazia a Mario Roggero, si evidenzia come tale provvedimento non sia uno strumento del governo né un modo per correggere sentenze. Si sottolinea che, in uno Stato costituzionale, esiste un limite tra diritto e convenienza politica che non dovrebbe essere superato. La discussione si concentra sulla distinzione tra il ruolo della grazia e le decisioni giudiziarie, evidenziando come questa linea sembri sempre più sfocata.
In uno Stato costituzionale c’è un confine che non dovrebbe mai essere oltrepassato: quello che separa il diritto dalla convenienza politica. Eppure, nel dibattito sulla possibile concessione della grazia a Mario Roggero, quel confine sembra essere diventato sempre più sottile, fino quasi a scomparire. Non è tanto il merito della vicenda a destare preoccupazione, quanto il metodo. Perché quando un istituto straordinario come la grazia viene trascinato sul terreno dello scontro politico, il danno rischia di andare ben oltre il singolo caso. L’apertura dell’istruttoria da parte del Ministero della Giustizia in un momento in cui, tra l’altro, le motivazioni della sentenza definitiva, emessa dalla Corte di Cassazione, non risultavano ancora depositate, ha inevitabilmente alimentato interrogativi di natura istituzionale. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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