Trump torna a gridare ai brogli per preparare la contestazione delle prossime elezioni
Donald Trump ha tenuto un discorso di 25 minuti dalla Casa Bianca, ripetendo accuse di brogli nelle elezioni del 2020. Durante il suo intervento ha diffuso affermazioni non supportate da prove e ha alimentato dubbi sul risultato elettorale. La sua dichiarazione si inserisce in un clima di tensione politica, con l’obiettivo di preparare la contestazione delle prossime elezioni. Non sono stati forniti dettagli su eventuali azioni legali o processi in corso.
Donald Trump è tornato a parlare delle elezioni del 2020. Lo ha fatto con un discorso di venticinque minuti dalla Casa Bianca, in cui ha seminato confusione e sparso disinformazione a più non posso. Il presidente americano ha accusato la Cina di aver interferito nel voto che lo vide sconfitto da Joe Biden, ha sostenuto che il sistema elettorale statunitense sia «catastroficamente» vulnerabile ai brogli e ha ordinato nuove indagini dell’Fbi e delle agenzie di intelligence. Ma i documenti desecretati dalla stessa amministrazione non confermano le accuse più gravi avanzate da Trump. E per molti osservatori il vero obiettivo del discorso è un altro: sta preparando il terreno per mettere in discussione già da ora anche la regolarità delle elezioni di midterm del prossimo autunno. 🔗 Leggi su Linkiesta.it
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