Per quindici anni magistrati sacerdoti e associazioni hanno allontanato dalla mafia i ragazzi cresciuti all' ombra delle cosche Ora lo Stato dà stabilità e fondi a quel coraggioso impegno spontaneo

Notizia in breve

Dopo quindici anni di attività, magistrati, sacerdoti e associazioni hanno aiutato i giovani a uscire dalle famiglie mafiose. Lo Stato ha stanziato fondi e garantisce stabilità a questo impegno. Lasciare una famiglia mafiosa significa interrompere un legame di sangue e sfidare regole che considerano il tradimento un motivo di violenza. Il percorso richiede coraggio e determinazione, poiché il tradimento viene punito con la vita.

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A ndarsene da una famiglia mafiosa non è come voltare pagina dopo una brutta storia. Significa recidere di netto il legame di sangue, sfidare regole non scritte che considerano il tradimento come una colpa da pagare con la vita. Fino a ieri, le donne e i ragazzi che decidevano di fuggire da questo destino blindato dovevano farlo da soli, spesso nell’ombra. Ora, una legge trasformerà “Liberi di scegliere”, un progetto sperimentale nato sul campo, in una solida realtà istituzionale, stendendo su di loro una rete di protezione solida e permanente, estesa a tutto il territorio nazionale. Genitori in crisi e adolescenti senza limiti. L’emergenza educativa in Italia X Leggi anche › “Noi, loro e le altre”: un viaggio tra i centri antiviolenza che lottano anche contro la mafia “Liberi di scegliere”: un’idea nata sul campo. 🔗 Leggi su Iodonna.it

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© Iodonna.it - Per quindici anni magistrati sacerdoti e associazioni hanno allontanato dalla mafia i ragazzi cresciuti all'ombra delle cosche. Ora lo Stato dà stabilità e fondi a quel coraggioso impegno spontaneo
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