Giovanni delegava Il manager ci ripensa ma la ritrattazione non entra a processo
Un ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia è stato condannato a dodici anni di carcere per il crollo del Ponte Morandi. La sentenza arriva dopo una lunga fase processuale e si aggiunge a una precedente condanna di sei anni per la strage avvenuta nel 2013 su un viadotto in località Acqualonga. La ritrattazione di una precedente dichiarazione di delega non ha influenzato il procedimento giudiziario.
Dodici anni di carcere, inflitti ieri per il crollo del Ponte Morandi. Che vanno ad aggiungersi ai sei anni che Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Aspi, Autostrade per l'Italia, si è visto rifilare per un'altra tragedia, la strage del 2013 sul viadotto di Acqualonga, con un pullman che sfonda un guard rail usurato. Totale, diciotto anni di carcere: la pena più alta mai inflitta al top manager di una azienda per reati avvenuti a lunga distanza dalla sua posizione di comando diretto. Ma nel processo per il Ponte Morandi emerge una anomalia di difficile spiegazione, che riguarda proprio il ruolo di Castellucci. Sulla sua colpevolezza, nella requisitoria del pubblico ministero, ha pesato molto l'atto d'accusa lanciato durante le indagini e confermato in aula da Gianni Mion, consigliere d'amministrazione di Aspi. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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