Anatomia della palude Altro che incidente
La Camera ha respinto a scrutinio segreto l’emendamento che prevedeva la reintroduzione delle preferenze, escludendo i capilista bloccati. La votazione ha visto almeno trenta deputati dissentire, determinando il fallimento della proposta. La decisione si è concretizzata senza coinvolgimento pubblico e si basa su una maggioranza di voti contrari. La bocciatura ha concluso l’iter della modifica, senza ulteriori passaggi legislativi o discussioni pubbliche.
Ifatti li conosciamo. La Camera ha bocciato l'emendamento che reintroduceva le preferenze, salvo i capilista bloccati. Lo ha bocciato a scrutinio segreto, con almeno trenta franchi tiratori. Giorgia Meloni c'ha messo la faccia, loro no. Quello del 14 luglio non è un incidente parlamentare. È in qualche modo la riemersione della prassi più antica del sistema politico italiano, quella che Meloni ha chiamato «la palude». Partiamo dal voto segreto. Tecnicamente è un dispositivo che recide la catena della responsabilità, perché interrompe il rapporto tra elettore, partito e parlamentare esattamente nel punto in cui dovrebbe farsi visibile: il voto in Aula. 🔗 Leggi su Iltempo.it

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