Il cuore partenopeo batte in due atti
Ci sono spettacoli che nella vita lasciano dei segni, specie se si è giovani. Ho avuto la fortuna di assistere a "Napoli notte e giorno", regia Patroni Griffi e non ho mai dimenticato i due atti unici: "Toledo e notte" e "La musica dei ciechi". Ricordo la commozione quando Pupella Maggio, per la strana gelosia di Ferdinando, musicista cieco, interpretato da Franco Sportelli, gli urla, con voce spezzata da rabbia e dolore: "Sono brutta". Raffaele Viviani, per me è un mistero, è l'autore più importante, insieme ad Eduardo, del teatro napoletano, ma la sua fortuna scenica la si deve ad appassionati della sua lingua, spesso gergale, essendo la... 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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