Il lavoro c’è ma è precario e ‘maschilista’
Il mercato del lavoro presenta ancora un alto livello di occupazione, ma con molte contraddizioni. Molti lavoratori sono impiegati in contratti temporanei o a tempo determinato, spesso senza garanzie. Le donne incontrano maggiori difficoltà a trovare stabilità , e alcune industrie mostrano segni di crisi, con riduzioni di personale e contratti più precari. La presenza di discriminazioni di genere si manifesta anche nelle condizioni di lavoro.
Un mercato del lavoro con livelli occupazionali ancora elevati, ma segnato da precarietà diffusa, disuguaglianze di genere e segnali di sofferenza in alcuni comparti produttivi. È il quadro che emerge dal report dell’Ufficio studi della Uil. Il dato più significativo riguarda il peso dei contratti temporanei nel circondario: nel periodo gennaio-settembre 2025 l’83,2% delle nuove assunzioni è avvenuto con forme contrattuali a termine. Particolarmente esposta la fascia più giovane. Se il 45,3% dei nuovi contratti riguarda persone fino a 34 anni, questa stessa fascia d’età rappresenta il 43,6% delle cessazioni complessive. Il report evidenzia anche il persistente divario tra uomini e donne. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

Rider e algoritmi, lavoro precario e nuove regole - Agorà 29/04/2026
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