Il futuro di Zitelmann dove la bellezza è un’ingiustizia sociale
Tra cinquant’anni, il benessere globale sarà aumentato e le disuguaglianze economiche saranno ridotte, con tutti in grado di vivere bene e soddisfare i propri desideri. Si immagina un mondo in cui le disparità di reddito sono quasi scomparse e la qualità della vita è uniforme. La prospettiva prevede un futuro in cui la società ha superato le ingiustizie sociali legate alla bellezza, considerata ancora come un criterio di discriminazione.
Immaginate di trovarvi a cinquant'anni di distanza da oggi. Il benessere è aumentato, le diseguaglianze economiche sono residuali perché tutti hanno abbastanza per vivere bene e soddisfare i propri desideri. Praticamente il migliore dei mondi possibili. Tuttavia, resistono forme di disuguaglianza intollerabili per i fanatici dell'egualitarismo, ossia per quella pozza nera del cuore umano che non sopporta la meravigliosa diversità tra individuo e individuo e vuole livellare ogni singolo aspetto dell'esistenza. In questa prospettiva, inquietante ma non irrealistica, si situa il romanzo distopico di Rainer Zitelmann 2075. Quando la bellezza divenne un crimine (Liberilibri). 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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