Gaza restaura i Corani recuperati dalle macerie | la missione di Jameel nel campo profughi di Shati
Nel campo profughi di Shati, a Gaza City, un settantunenne si dedica al restauro di copie del Corano trovate tra le macerie di edifici distrutti. Le operazioni avvengono su testi danneggiati recuperati da case e moschee crollate. La sua attività mira a preservare simboli di fede e memoria tra le macerie della regione. La missione si svolge con strumenti semplici, e il lavoro si concentra sulla riparazione di pagine e copertine, senza interventi di natura artistica o commerciale.
Tra le macerie di Gaza c’è chi prova a ricostruire non solo edifici, ma anche simboli di fede e memoria. Nel campo profughi di Shati, a Gaza City, il settantunenne Jameel Miqdad trascorre le sue giornate restaurando copie danneggiate del Corano recuperate tra i resti di case e moschee distrutte. Seduto nel suo laboratorio improvvisato, Miqdad lavora una pagina alla volta: usa colla, cartone e filo per ricomporre i volumi che gli abitanti del campo gli consegnano dopo averli ritrovati sotto le macerie. L’uomo ha iniziato questa attività all’inizio del 2025, quando è tornato a casa e ha scoperto che la sua libreria e la sua tipografia erano state distrutte da un incendio. 🔗 Leggi su Lapresse.it
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