Gaetano Giulio Zumbo la fragile eternità della cera
Di Gaetano Giulio Zumbo conosciamo molto meno di quanto le sue opere lascerebbero immaginare. Sappiamo che nacque a Siracusa nel 1656 e che morì a Parigi nel 1701. Per il resto rimangono molte lacune. Perfino il nome oscilla nei documenti, dove compare tanto nella forma Zumbo quanto in quella Zummo. Non possediamo nemmeno un ritratto sicuro che ne restituisca il volto. È quasi un paradosso: l'artista che ha osservato il corpo con tanta insistenza ha lasciato di sé un'immagine incerta. Le sue opere, invece, non hanno nulla di vago. Basta avvicinarsi ai piccoli teatri di cera perché tutto diventi immediato: la carne disfatta, i corpi abbandonati, le bocche rimaste aperte, una mano caduta lungo il fianco. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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