Rider in sciopero | Se non lavoriamo servono indennizzi
Un ordine emesso durante un’onda di caldo estivo ha previsto un blocco temporaneo del lavoro per i rider. La misura è stata adottata per proteggere i corrieri dalle alte temperature, ma i lavoratori chiedono comunque indennizzi nel caso in cui decidano di non lavorare. I rider sottolineano che, in assenza di un’attività, devono ricevere un supporto economico. La questione riguarda il rispetto delle norme di tutela e di sostegno per chi svolge consegne durante le ore più calde.
di Andrea Gianni Un’ordinanza calata sotto il sole di luglio, che pur con l’intento di tutelare i rider dalle alte temperature non ha tenuto conto di un aspetto: la limitazione delle consegne nelle ore più calde ha lasciato i ciclofattorini, inquadrati come lavoratori autonomi e già sottoposti a un cronico sfruttamento, senza una fetta del loro reddito. Per questo i rider la stanno vivendo come un nuovo ostacolo sulla loro strada, anche se ieri all’ora della pausa pranzo si notava ancora un via vai davanti a bar e catene vicine agli uffici del centro. Ieri la Nidil Cgil ha organizzato un’assemblea e un presidio in piazza Duca D’Aosta, davanti alla stazione Centrale, per ribadire un concetto: sospendere o ridurre le consegne nelle ore più calde è giusto, ma i rider non possono pagare da soli il costo dello stop. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it
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