La nazionalità dell’indagato non va più comunicata | la svolta politicamente corretta della Procura di Perugia
La Procura generale di Perugia ha stabilito che non sarà più comunicata la nazionalità dell’indagato nelle comunicazioni ufficiali. La decisione riguarda le modalità di divulgazione delle informazioni da parte degli uffici requirenti del distretto. La nuova linea è stata adottata con un documento datato 12 ottobre, che definisce le regole da seguire nelle comunicazioni pubbliche. La modifica interessa le comunicazioni riguardanti le indagini e le persone coinvolte, senza specificare ulteriori dettagli sui motivi o sulle procedure adottate.
La Procura generale di Perugia ha deciso di fissare nuove regole per la comunicazione degli uffici requirenti del distretto. Il documento, datato 12 giugno 2026, articolato in un decalogo, richiama principi condivisibili come il rispetto della presunzione di innocenza, la sobrietà nella diffusione delle notizie e il divieto di spettacolarizzare le indagini. Ma è un altro passaggio ad attirare l’attenzione e ad aprire inevitabilmente il dibattito pubblico. Tra le “condizioni operative integrative”, infatti, compare una disposizione destinata a fare scuola – o a suscitare polemiche: “È fatto divieto di indicare la nazionalità dell’indagato, salvo che ciò risulti strettamente indispensabile per specifiche e motivate ragioni di interesse pubblico”. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it
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