Il violino nella stanza del potere | l' artista di Milano che ha sfidato i signori dell' intelligenza artificiale
Durante il primo Global Dialogue delle Nazioni Unite sulla governance dell’intelligenza artificiale a Ginevra, si sono discussi rischi e regole legate a sistemi che possono essere usati in ambito militare o ingannare le persone. La conferenza si è concentrata su questioni legate a chip civili finiti sui campi di battaglia e a sistemi di intelligenza artificiale capaci di ingannare gli esseri umani. La discussione si è svolta in due giorni, con un forte focus sulle implicazioni etiche e di sicurezza.
C'è un momento, a Ginevra, in cui le parole si fermano. Per due giorni, nella sala del primo Global Dialogue delle Nazioni Unite sulla governance dell'intelligenza artificiale, si è parlato di rischi e di regole, di chip nati per usi civili che finiscono sui campi di battaglia, di sistemi capaci di ingannare gli esseri umani. Ministri, ingegneri, diplomatici. Il linguaggio dei documenti, delle clausole, dei protocolli. Poi, all'apertura dei lavori, qualcosa è cambiato. Un uomo ha cominciato a suonare. Davanti a lui siedeva il segretario generale dell'ONU, António Guterres. C'era Doreen Bogdan-Martin, alla guida dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it
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