Il finto scandalo di Citizen Vigilante rivela la miseria delle nuove guerre culturali
Un film intitolato “Citizen Vigilante”, diretto da Uwe Boll con protagonista Armie Hammer, è stato annunciato e distribuito poche settimane fa. L’opera è stata creata con l’obiettivo di suscitare polemiche, secondo quanto riferito. La distribuzione è avvenuta senza ritardi, e il film ha subito attirato l’attenzione di pubblico e media per la sua natura provocatoria. Non sono stati forniti dettagli su eventuali reazioni ufficiali o contestazioni legali legate alla produzione o alla distribuzione.
Poche settimane fa, viene annunciato e immediatamente distribuito un film confezionato ad hoc per fare polemica. L’opera in questione è “Citizen Vigilante”, un action diretto da Uwe Boll con protagonista il redivivo Armie Hammer. La trama è semplice: un americano residente in una non precisata città europea decide di farsi giustizia da solo dopo aver assistito ai vari crimini commessi da un gruppo di extracomunitari. Date le premesse, è facile intuire dove si voglia andare a parare. Alla sua uscita, il film fa discutere, una discussione che nasce e muore online. Succede però che in Germania, visti i temi trattati, diversi cinema iniziano a bloccarne la proiezione ed è così che nasce il caso mediatico che sta cercando di monopolizzare il dibattito pubblico. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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