I chatbot sono moderatamente progressisti

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I chatbot sono programmati per rispondere con tono prudente e risposte generiche, evitando di schierarsi apertamente. Non esprimono opinioni forti, ma mostrano un orientamento complessivamente simile. La valutazione ha confermato questa tendenza, evidenziando un approccio moderato e cautelativo nelle risposte fornite.

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Sono addestrati per dare risposte prudenti e generiche, senza sbilanciarsi, ma con un orientamento complessivamente simile Il risultato ha confermato quanto già rilevato da altri studi sull’argomento, e cioè che i chatbot tendono a rispondere ad alcune domande su questioni morali e politiche con un approccio prudente ma tendenzialmente associabile alla cultura progressista. In particolare, i modelli AI si sono rivelati spesso più laici e sensibili alle istanze ambientaliste e ai diritti civili rispetto all’intervistato medio in ogni singolo paese incluso nel sondaggio. Tra i modelli presi in esame c’erano quelli di OpenAI e Anthropic, ma anche della cinese DeepSeek e di Mistral, azienda francese. 🔗 Leggi su Ilpost.it

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