Prima sentenza Hydra la Spa delle mafie | così governavano affari politica e istituzioni Per il Gup condizionava amministratori e voto nei Comuni lombardi
Una sentenza ha confermato che la società Hydra, considerata la “Spa delle mafie”, controllava affari, politica e istituzioni. Il Gup ha affermato che l’organizzazione condizionava amministratori e il voto nei Comuni lombardi. Inizialmente, un primo Gip aveva definito questa teoria come un’invenzione investigativa, ma successivamente si è riconosciuto che l’organizzazione, chiamata “cane a tre teste”, riuniva Cosa nostra, ’ndrangheta e camorra in Lombardia.
Per il primo Gip era un’invenzione investigativa. Invece il “ cane a tre teste ”, un’unica organizzazione mafiosa capace di riunire Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra in Lombardia, esisteva eccome. Lo dicono le 1.840 pagine di motivazioni con cui il gup di Milano Emanuele Mancini ha spiegato le 62 condanne pronunciate nel processo con rito abbreviato Hydra (attualmente si sta celebrando il maxi-processo col rito ordinario). Per il giudice, quella rete criminale non solo esisteva, ma rappresentava un nuovo modello di organizzazione mafiosa, capace di mettere insieme le tradizionali appartenenze in nome di un unico obiettivo: fare affari. Una Spa del crimine, per “la massimizzazione dei profitti. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

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