Petrolio e Fed scuotono i mercati | Hormuz riaccende il rischio inflazione
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno portato il prezzo del petrolio Brent a circa 76 dollari, in concomitanza con la pubblicazione dei verbali della Federal Reserve. A Piazza Affari, si concentrano le attenzioni su Eni, Saipem, utility e sui titoli di Stato a lungo termine. Il rialzo del greggio complica le analisi sull’inflazione e le decisioni della Banca centrale europea.
Le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran riportano il Brent verso 76 dollari nel giorno dei verbali Fed. A Piazza Affari riflettori su Eni, Saipem, utility e BTP, mentre il rialzo del greggio complica la lettura per inflazione e BCE. Hormuz riporta il petrolio al centro dei mercati. Il petrolio torna a guidare la giornata dei mercati dopo le nuove tensioni nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più sensibili per il commercio mondiale di greggio. Dopo una fase in cui il Brent sembrava aver perso parte del premio geopolitico, il rischio sulle rotte energetiche torna a pesare sulle quotazioni e riporta l’attenzione degli investitori sul rapporto tra Medio Oriente, inflazione e banche centrali. 🔗 Leggi su Quifinanza.it
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Middle East Tensions Deepen as Hormuz Risks Shake Oil Markets
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