A volte le app per dormire meglio fanno dormire peggio
Ogni mattina, milioni di persone controllano i dati sul sonno forniti dalle app, che mostrano la durata delle fasi e offrono suggerimenti. Tuttavia, le misurazioni spesso non sono precise e possono influenzare negativamente il riposo. Le applicazioni tracciano il sonno attraverso sensori e algoritmi, ma i risultati non sempre corrispondono alla realtĂ , creando possibili effetti controproducenti.
Monitorare il sonno può servire a cambiare abitudini, ma i report non sono sempre precisi e possono diventare controproducenti Ogni mattina milioni di persone consultano un resoconto di come hanno dormito, con un grafico che illustra la durata delle varie fasi del sonno e magari un consiglio su come fare meglio. Milioni sono infatti le persone che, secondo le stime, usano una app per il tracciamento del sonno. Ne esistono diverse e solitamente funzionano elaborando i dati raccolti da dispositivi che si indossano (come smartwatch e anelli tracker) e che misurano la frequenza cardiaca, i movimenti o i rumori che si fanno mentre si dorme. Le app stimano quanto ci è voluto per addormentarsi, quante volte ci si è svegliati durante la notte, quanto è durato il sonno profondo e quanto quello leggero. 🔗 Leggi su Ilpost.it

She Came Home Early to Surprise Her Husband—Only to Find His Mistress Hiding in the Closet!
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