Sedicenne svedese violentata da un richiedente asilo Stoccolma riscrive le regole | Gli stupratori possono essere espulsi
La Svezia ha approvato una legge che consente di espellere richiedenti asilo condannati per stupro. La normativa, che modifica le regole di immigrazione, permette l’espulsione anche se il soggetto ha già ottenuto lo status di rifugiato. La decisione segue un caso di violenza sessuale su una minorenne svedese da parte di un richiedente asilo. L’Onu è stato coinvolto, e la legge è stata formalizzata per chiarire che chi commette reati sessuali può essere rimosso dal paese.
La Svezia ha costretto l’Onu a mettere nero su bianco ciò che per il senso comune era già ovvio: chi stupra non ha diritto di restare in Europa, anche se detiene lo status di rifugiato. La svolta arriva dopo il caso di Skellefteå, nel nord del Paese, dove una sedicenne fu violentata da un giovane eritreo poi condannato ma non espulso. Una decisione che aveva mostrato il cortocircuito di anni di politiche immigrazioniste costruite più sulla tutela ideologica del migrante che sulla difesa delle vere vittime. Così dopo mesi di pressione il ministro svedese per la Migrazione Johan Forsell, l’Unhcr chiarisce le linee guida: lo stupro è un reato particolarmente grave e chi lo commette deve essere rimpatriato, anche quando gode di protezione internazionale. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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