Mentre i terapeuti delegano alle macchine scartoffie e riassunti scientifici chi soffre si confida con uno schermo credendo a ogni sua parola L' appello degli esperti per salvare lo spazio dell’ascolto vero
Sempre più persone si rivolgono all’intelligenza artificiale per confidarsi nei momenti difficili, preferendo uno schermo a un interlocutore umano. Chi soffre apre chat, sceglie un’IA e le racconta ansie, malinconie o stress quotidiani, confidando in risposte immediate. I terapeuti segnalano che questa tendenza riduce lo spazio dell’ascolto reale, in un momento in cui l’interazione umana sembra perdere terreno.
C ’è un gesto nuovo tra le persone, che si ripete quando i pensieri iniziano a farsi troppo pesanti da portare da soli. È quello di aprire una chat, di scegliere l’Intelligenza Artificiale preferita e confessarle un momento di malinconia, un attacco d’ansia o la fatica di una giornata storta, sapendo che lo schermo risponderà subito. Questo fenomeno, è ormai diventato un’abitudine, un fenomeno collettivo che sta ridisegnando i confini della nostra fragilità. Lo psicologo: «Gli adulti faticano ad ascoltare le emozioni degli adolescenti» X Leggi anche › Un’Intelligenza Artificiale al posto dello psicologo? Pro e contro dei Chatbot per la salute mentale Quando l’ansia la calma ChatGPT. 🔗 Leggi su Iodonna.it

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