Le roi del giallo che arresta i cliché buonisti
Un giallo scritto da Jean-Christophe Grangé si distingue per l’assenza di cliché buonisti e presenta un protagonista che sfida le convenzioni. La narrazione non evita scene crude o situazioni dure, rompendo con le aspettative di un genere spesso edulcorato. La trama si sviluppa attraverso eventi forti, senza indulgere in semplificazioni morali. La scrittura mantiene un tono diretto e senza fronzoli, puntando sulla rappresentazione realistica di un mondo complesso e spesso brutale.
Jean-Christophe Grangé ha le carte in regola per risultare antipatico a tutti, e anche soltanto per questo motivo varebbe la pena di scoprirne l’opera. Per anni, i critici lo hanno liquidato come un autore di bestseller, cioè come uno che piace al pubblico e vende tanto, e dunque non può meritare troppa considerazione sul piano letterario. Altri si sono avvicinati al suo lavoro dopo avere visto i film che questo ha ispirato, non proprio dei capolavori se si esclude I fiumi di porpora (diretto nel 2000 da Mathieu Kassovitz e ancora oggi estremamente appassionante). Facile dunque farsi travolgere dai pregiudizi negativi. Poi ci sono le interviste, e la politica. 🔗 Leggi su Panorama.it

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