L' accoltellatore ci sfida | Divertente lo rifaccio
Lamin Saidilly è arrivato a Milano come un'ombra tra le ombre. Vestito di nero, cappuccio calato, passamontagna pronto. Sabato, ore 7.22, via Capecelatro, quartiere San Siro. Gerardo Pastore, 55 anni, informatico, stava salutando il padre. Un gesto normale. Poi il fulmine: venti coltellate in pochi secondi, lame da 21 centimetri che mordono schiena, collo, torace, addome. Nessuna parola. Solo il rumore sordo del metallo nella carne. Le telecamere del bar "La Giada" riprendono tutto, in alta definizione. Uno spettacolo di violenza pura, senza sceneggiatura. Le tracce che ha lasciato in città sono frammentarie. Arrivato martedì 23 giugno da Conegliano Veneto, ha dormito due notti in un hotel di via Rubens, a meno di un chilometro dal bar. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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