I ragazzi delle guerre e delle povertà ricominciano a Verona imparando a fare la pizza | Il sogno? Lavorare qui per aiutare la famiglia
In un corso di formazione a Verona, giovani provenienti da contesti difficili stanno imparando a fare la pizza. Il mastro pizzaiolo spiega che il sale deve essere aggiunto gradualmente all'impasto, poiché è l'elemento che conferisce elasticità . I partecipanti sognano di lavorare nel settore per sostenere le famiglie di origine. L’attività si svolge in un ambiente pratico, con attenzione alle tecniche di base della pizza.
«Il sale - spiega il mastro pizzaiolo Giorgio Brasola - va unito un po’ alla volta. Ne basta poco, ma è l’elemento che tiene unito l’impasto. Quello che gli dĂ elasticità ». Loro sono dieci. E sono il sale uno dell’altro. La burocrazia migratoria li incasella nella sigla «MSNA», i «minori stranieri non accompagnati». Ma loro, davanti al lievito madre, sono quello che dovrebbero essere al di lĂ delle convenzioni. Sono dei ragazzi. Venti occhi che seguono ogni movimento di Giorgio e dei suoi due assistenti, Edoardo e Silvia. Ma anche venti mani che quei gesti stanno imparando a replicarli. Raccontano - le loro provenienze - di guerre, di sfruttamenti, di povertĂ . 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it
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