Tra le sale sento la voce di mio padre Severini la figlia racconta la mostra
La figlia di Severini ha descritto l’esperienza di visitare una mostra dedicata al padre. Ha spiegato che appena entrata, ha provato un’emozione forte, e che l’atmosfera delle sale rende tutto diverso rispetto alla semplice osservazione delle opere su carta. Secondo lei, ogni opera ha già una propria anima, e questa sensazione si percepisce immediatamente entrando.
"Appena sono entrata, l’emozione è arrivata subito. Sulla carta è un’altra cosa: qui ora c’è l’atmosfera. Ogni opera ha già una sua anima, non c’è niente da fare". Romana Severini si ferma davanti al padre ritrovato, e la voce quasi si incrina. La figlia di Gino non ha voluto mancare all’anteprima e oggi è di nuovo in prima fila, tra le autorità, per l’inaugurazione ufficiale di " Gino Severini. Modernità come dialogo ", la grande mostra che il Maec dedica al maestro cortonese a sessant’anni dalla scomparsa (1883-1966). Ha percorso le sale con entusiasmo, regalando ricordi e aneddoti. Il fermento di quegli anni: "C’era un’élite e fino agli anni Trenta-Quaranta non c’era gelosia, perché erano pochi. 🔗 Leggi su Lanazione.it

CEO bucin liburkan sekantor demi aku si kurir, lalu klaim anakku sebagai darah dagingnya!
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