Mummie e 17 artisti per il ventennale della Fondazione Morra Greco
Una teca coperta da un drappo verde contiene i resti di una testa essiccata, identificata come una testa ridotta di un indio Jivaro, popolazione cacciatrice di teste dell’alta Amazzonia.
C’è un piccolo drappo verde che copre una teca. Copre i resti di una testa essiccata, «una testa rimpicciolita tsantas di indios Jivaros, un popolo cacciatore di teste dell’alta Amazzonia», indica la descrizione. Quel drappo è l’intervento che Maria Theresa Alves, artista brasiliana, utilizza come premessa al suo lavoro artistico, subordinato alla richiesta di rimozione di quei resti e toccando così il nervo scoperto della narrazione coloniale imposta dall’Europa al Nuovo Mondo dal Quattrocento in poi. Siamo al Musa, il Museo universitario delle Scienze e delle Arti dell’Università «Luigi Vanvitelli», in via Amanni. Nella sezione del Museo... 🔗 Leggi su Napoli.corriere.it

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