Gilberto Cavallini e l’ingiustizia burocratica | quando lo Stato distrugge la dignità e l’intelligenza
Un uomo ha subito un procedimento amministrativo che ha portato alla revoca della sua licenza commerciale. La decisione si basa su una serie di irregolarità riscontrate durante un controllo, che hanno portato all’adozione di un provvedimento di sospensione. La revoca ha generato una perdita economica significativa e la sospensione dell’attività per un periodo prolungato. La vicenda si inserisce in un contesto di procedure burocratiche che hanno avuto effetti sulla vita dell’interessato.
Roma, 3 lug – C’è un’idea di giustizia che appartiene storicamente al diritto naturale, ai codici d’onore e alla civiltà millenaria del nostro popolo: una giustizia che punisce, che esige il prezzo degli errori commessi, ma che sa riconoscere l’uomo, il suo percorso e il suo radicamento nella realtà del presente. E poi c’è la giustizia della Repubblica delle carte: un Leviatano freddo, smemorato e intrinsecamente vile, che si ridesta dal suo torpore burocratico all’improvviso, non per sete di verità , ma solo per far valere il feticcio polveroso del proprio regolamento interno. Il caso di Gilberto Cavallini e il cavillo burocratico. Il caso di Gilberto Cavallini, ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari ( NAR ), rappresenta l’emblema perfetto di questa inversione dei valori che caratterizza la nostra modernità . 🔗 Leggi su Ilprimatonazionale.it

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