Fa caldo? Per Bruxelles la colpa è sempre di casa tua | il resto del mondo inquina ma noi dobbiamo immolarci al dio green
A Bruxelles, quando le temperature salgono, si riaprono subito le misure ambientali. Basta un’ondata di caldo e si parla di case più efficienti o di ristrutturazioni obbligatorie. La burocrazia europea risponde con nuovi regolamenti, standard più severi e costi aggiuntivi. L’afa fa scattare l’onda di iniziative per ridurre le emissioni, anche se il clima globale continua a riscaldarsi e altri paesi inquinano di più.
A Bruxelles basta un’ondata di caldo per riaprire il messale verde. Fa afa? Colpa delle case. Sale il termometro? Ristrutturiamo. L’Europa ansima sotto il solleone e la risposta della burocrazia comunitaria è sempre la stessa: nuovi obblighi, nuovi standard, nuovi costi. Possibilmente a carico di cittadini, imprese e proprietari di immobili. Ed ecco fatto, il paradosso è servito. L’Unione europea si è messa da anni il saio della prima della classe climatica, tagliando emissioni, imponendo vincoli, complicando la vita all’industria e trasformando la transizione ecologica in una prova di penitenza collettiva. Risultato: l’Ue pesa per circa il 6% delle emissioni globali, mentre nel resto del mondo i grandi colossi continuano a produrre, crescere e inquinare con molta meno ansia normativa. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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