Death education l’agile libro di Maria Angela Gelati sulla morte nei contesti educativi
Un nuovo libro sulla death education analizza come l’insegnamento sulla morte venga spesso trascurato nei programmi educativi. L’autrice sottolinea che, nonostante la morte sia una costante della vita, non viene affrontata adeguatamente né nelle scuole né in altri contesti formativi. Il testo propone di preparare studenti e insegnanti a gestire questa realtà, ritenendo che parlare di morte possa favorire un approccio più consapevole alla vita.
“La morte è l’unica certezza che attraversa la vita, eppure rimane la grande assente nell’educazione. Preparare i cuori e le menti ad affrontarla significa insegnare a vivere davvero”. Così inizia Death education – Strumenti per affrontare il tema della morte nei contesti educativi, piccolo testo prezioso scritto da Maria Angela Gelati appena uscito per Mursia. E già dal titolo capiamo che c’è un problema: per parlare della morte, in Italia, dobbiamo tradurre la parola in inglese, perché non si può dire ‘morte’. Si usano perifrasi per evitare di nominare il grande tabù. Lo intuì, con grande preveggenza e in largo anticipo, la studiosa e docente Marina Sozzi, che osò, nel 2012 aprire il primo blog italiano che trattava l’argomento, chiamandolo appunto “si può dire morte”. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

Messengers of Evil by Marcel Allain and Pierre Souvestre | Full Audiobook
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